Investire nella cybersecurity per aumentare la competitività aziendale

Come l’emergenza Covid-19 ha accelerato i processi di digitalizzazione e reso sempre più sofisticate le minacce ad essa collegate. Rendendo così la cybersecurity una priorità assoluta per le aziende che vogliono rimanere competitive sul mercato.

Ormai da alcuni anni l’attenzione delle aziende per la cybersecurity si è fatta sempre più viva: non solo, infatti, la quantità di dati gestiti e processati dai sistemi informatici è in continuo aumento, ma quello che era già un trend consolidato ha subito un’ulteriore impennata a causa del ricorso massiccio ai servizi digitali per far fronte alle restrizioni imposte dal coronavirus. A cui vanno ad aggiungersi i rischi di sicurezza legati al boom dello smart working.

Ma quali sono i rischi maggiori dai quali ci si deve proteggere?

Secondo il rapportoDriving Cybersecurity Performance“, pubblicato quest’anno da Esi ThoughtLab in collaborazione con Verizon e altri esperti del settore sicurezza e gestione del rischio, anche prima della diffusione di COVID-19 i maggiori rischi per le aziende erano malware, phishing e furto di password.

Secondo John Loveland, responsabile globale della strategia di Sicurezza Informatica e Marketing in Verizon Business, oltre il 67% delle violazioni nel 2019 è stato causato dal furto di credenziali e attacchi tramite phishing e email aziendali. Ma la crisi sanitaria ha alzato la posta in gioco, poiché i consumatori fanno più affidamento su e-commerce e lavoro da remoto, spesso su dispositivi e connessioni poco sicuri. Inoltre i criminali informatici stanno mettendo a punto nuove soluzioni di malware e phishing per sfruttare le paure generate dal coronavirus.

Cybersecurity come leva per la competitività

Secondo il rapporto di Esi ThoughtLab, che ha analizzato più di 1000 organizzazioni in tutto il mondo e in diversi settori, non manca la consapevolezza: la quasi totalità delle aziende sarebbe già dotata di un’assicurazione contro il rischio informatico e tutte sono pronte ad aumentare l’investimento complessivo per la prevenzione. Ma c’è ancora molto da fare.

La pandemia è stata l’acceleratore per la prossima fase della rivoluzione digitale. Con ogni probabilità i rischi informatici diventeranno sempre più pervasivi e complessi, e di conseguenza l’efficacia e la resilienza della cybersecurity diventeranno leve di competività. E’ necessario rivedere le proprie strategie di sicurezza informatica e puntare sulla prevenzione proattiva capace di far fronte alla sofisticazione degli attacchi informatici di oggi.

Le “Best practices” della Cybersecurity

Soltanto un anno fa lo studio “The Cyber Security Imperative” pubblicato dallo stessa Esi ThoughtLab raccomandava alle aziende una formazione di base sulla cybersecurity a tutto il personale, identificando nell’impreparazione dei collaboratori uno dei maggiori rischi aziendali. La formazione a tutti i livelli rimane sicuramente importante, ma oggi c’è la necessità di concentrarsi su una specializzazione sempre maggiore. Tra le best practices individuate da “Driving Cybersecurity Performance” ci sono infatti:

  • Rendere la cybersecurity una priorità assoluta;
  • Far sì che il management aziendale sia allineato e focalizzato sui temi della cybersecurity;
  • Affidarsi ad analisi avanzate e a team specializzati per la gestione della cybersecurity

Il consiglio è quindi quello di investire sempre di più nell’assunzione di specialisti e consulenti e nella formazione, soprattutto quella formazione che mira alla consapevolezza dei rischi degli utenti finali tramite tecniche di phishing simulato.

E voi, avete già pensato a un corso di cybersecurity? In caso contrario, non esitate a contattarci!

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