E-learning 2020, cosa è cambiato con il coronavirus?

Una riflessione a mente fredda sullo stato dell’e-learning aziendale in Italia dopo il lockdown e la ripresa delle attività produttive, in previsione di un autunno-inverno che porta con sé ancora molte incognite.

Niente sarà più come prima”. E’ stato il tormentone dei mesi del lockdown, riferito sia ai rapporti interpersonali, sia all’ambito lavorativo. Sono cambiati i ritmi, si sono sperimentati nuovi assetti organizzativi, e in particolare riguardo allo smart working e alla formazione online, molti profetizzano che questi nuovi modelli di lavoro non saranno abbandonati dalle aziende per un ritorno, seppur graduale, a quelli precedenti.

Solo il tempo potrà darci una risposta, ma cerchiamo comunque di analizzare a mente fredda cosa è successo nel nostro ambito di competenza, quello dell’e-learning, in questo periodo e come potrebbe evolversi lo scenario, anche nella prospettiva a breve termine del periodo autunnale alle porte.

  1. Nei due mesi di lockdown si è fatto di più per la digitalizzazione delle imprese di quanto fosse stato fatto negli ultimi cinque anni.

Anche chi per pregiudizio o per ignoranza è sempre stato diffidente nei confronti del digitale, ha dovuto per cause di forza maggiore confrontarsi con esso: webinar, riunioni su zoom, corsi in e-learning, sono diventati il pane quotidiano di tutti.

La formazione in e-learning ha anche ottenuto un importante riconoscimento di valore legale, con l’equiparazione a quella in presenza per molti corsi. In questo senso, nessuno può obiettare sul fatto che per il digitale la quarantena abbia fatto in due mesi molto di più di quanto era stato fatto negli ultimi 5 anni.

  1. Molte aziende non erano ancora pronte per la digitalizzazione.

D’altro canto non si può negare che molte aziende non fossero ancora pronte ad iniziare a utilizzare gli strumenti digitali, né da un punto di vista tecnico né da un punto di vista strategico. L’accelerazione della digitalizzazione è avvenuta soprattutto dove il terreno era già fertile, dove il processo era già stato pensato e in qualche modo pianificato, anche se magari non ancora concretizzato.

Chi invece si è approcciato all’e-learning senza una reale riflessione ha perso l’occasione di far partire un cambiamento in azienda che difficilmente sarà possibile far iniziare adesso che il lavoro è ripreso e che le contingenze sono di tipo diverso.

  1. L’e-learning non è solo uno strumento, ma anche un elemento strategico.

In questi mesi siamo stati contattati da tante aziende che volevano partire con l’e-learning dall’oggi al domani, senza però essere dotate di una piattaforma, senza un piano didattico, spesso senza un budget, ma nemmeno obiettivi chiari. Questo significa non comprendere il valore di un progetto di e-learning.

L’e-learning non è solo uno strumento, ma costringe a ripensare il proprio modello formativo, deve essere inserito in una precisa strategia aziendale perché dia i risultati sperati. Se manca la strategia, è possibile che la digitalizzazione venga percepita più come un peso ulteriore ad una situazione già critica, che un aiuto concreto.

  1. Non esiste la ricetta della formazione perfetta

Dal nostro punto di vista l’esperienza del lockdown e del nuovo assetto lavorativo in era Covid-19 non ha fatto altro che confermare ciò che andiamo dicendo da sempre: non esiste una sola ricetta per la formazione perfetta. La formazione in presenza non scomparirà sostituita al 100% dall’e-learning, così come l’e-learning non cadrà nel dimenticatoio non appena si risolverà l’emergenza Covid-19. 

Di volta in volta è necessario valutare un equilibrio tra strumenti differenti per cercare di potenziare i vantaggi di ognuno di quegli strumenti. Le due modalità, in proporzioni differenti a seconda della realtà aziendale, del tema trattato e di molti altri fattori, sono nate per convivere, completarsi e potenziarsi a vicenda, in una formazione di tipo blended.

  1. Dobbiamo cercare di rendere l’esperienza di apprendimento digitale sempre più reale e completa con il social learning.

Il lockdown, ad ogni modo, ha fatto capire a molti che la cosiddetta “didattica frontale” può essere svolta molto efficacemente anche online. L’aspetto che ha risentito di più è invece l’interazione, ma direi soprattutto la relazione tra docente e discenti, e tra discenti stessi. Come tutti sappiamo l’apprendimento passa anche attraverso la relazione sociale con i colleghi e questo ci fa riflettere su un ambito dell’e-learning su cui sarà necessario puntare sempre di più: il social learning.

Oggi abbiamo a disposizione molti strumenti per supportare con efficacia il social learning, dai social network alle applicazioni di messaggistica, fino ad arrivare alle funzionalità più avanzate delle piattaforme LMS in cui le persone possono incontrarsi per porre domande, fornire risposte e valutare il valore dell’intera esperienza formativa.

Ciò che dobbiamo fare è quindi completare la strategia del progetto e-learning con strumenti che la rendano quanto più reale possibile e permettano di far comunicare le persone in modo fluido e spontaneo anche nei casi in cui questo non sia possibile di persona.

Menu