Blended learning: prendi il meglio da online e offline

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Risparmia sui costi, valorizza la formazione in presenza e i tuoi materiali digitali con la formazione blended

Spesso si parla di blended learning come trend della formazione, ma non è corretto. La formazione blended non è una tecnica di formazione, ma piuttosto un approccio metodologico su cui cerchiamo qui di fare chiarezza.

  1. Cosa vuol dire “blended”?
  2. Esempi di blended learning
  3. Vantaggi rispetto a formazione in presenza o online
  4. Serve una piattaforma LMS e quale?
  5. Conclusioni

Cosa vuol dire “Blended”?

Blend in inglese significa miscela: per formazione in modalità blended si intende quindi un approccio all’apprendimento di tipo misto, che combina esperienze di apprendimento sia in presenza che online.

Ciò non significa che avviare una chat room o caricare delle video-lezioni online sia sufficiente per fare formazione blended. Il vero apprendimento misto nasce quando la tecnologia e l’insegnamento si completano e si potenziano a vicenda. In questo senso la componente online è un punto centrale, non è solo la trasposizione su un altro mezzo dell’insegnamento che una volta veniva fatto in presenza.

Esempi di blended learning

Un neoassunto che segue un corso online di onboarding, poi riceve addestramento diretto dal suo responsabile sul posto di lavoro, per poi rispondere a un quiz online come valutazione. Questo è un esempio di formazione in modalità blended.

Oppure, in ambito di sicurezza, un gruppo di dipendenti che segue alcuni moduli teorici di base online e poi sfrutta la sessione formativa in presenza per fare domande su come gestire possibili situazioni reali di pericolo o per vedere dal vivo la segnaletica di sicurezza in azienda.

Ma l’approccio può avvenire anche al contrario: si può partire con un workshop in presenza, su cui poi lavorare autonomamente e su cui elaborare un progetto digitale (ad esempio un video, una presentazione ecc.) da consegnare come modulo di valutazione.

O ancora, seguire una serie di moduli online intervallati da tutoraggio face-to-face tra le lezioni online e supportati dalla condivisione di materiali su un gruppo social.

Vantaggi rispetto a alla formazione in presenza o online

L’idea di fondo è superare la dicotomia tra formazione tradizionale e formazione online, per abbracciare un concetto più ampio con il vantaggio di prendere il meglio dai due approcci, sia in relazione al tipo di formazione che si deve erogare sia alle competenze degli studenti.

Un’azienda che sta progettando il piano della formazione dei propri dipendenti dovrebbe scegliere la blended learning perché:

  • è conveniente: si dà un taglio drastico a costi organizzativi e logistici per spostamenti, affitto delle sale ecc.
  • è semplice da seguire: la maggior parte del percorso formativo si svolge in azienda o online, il dipendente non è costretto ad assentarsi e spostarsi a lungo dal proprio luogo di lavoro
  • valorizza la formazione in presenza: il tempo in presenza verrà sfruttato al massimo per domande, esempi, approfondimenti, laboratori, esercitazioni, addestramento vero e proprio, mentre le parti più teoriche e comuni a più percorsi saranno affidate alla modalità online
  • ogni dipendente può imparare al suo ritmo: i contenuti formativi sono accessibili ovunque e in qualsiasi momento. Ogni utente sceglie quando fruirli, con che frequenza e velocità
  • è più coinvolgente: la formazione integra approcci e strumenti diversi per creare coinvolgimento e supporto

Serve una piattaforma LMS e quale?

L’utilizzo di un LMSLearning Management System è fortemente consigliato se non indispensabile, perché permette di gestire e distribuire in un unico posto tutto ciò che riguarda la formazione.

L’LMS è la piattaforma che permette al dipendente di:

  • seguire le lezioni online
  • consultare tutti i materiali del corso (video, audio, simulazioni, pdf…)
  • mettersi in contatto con l’azienda e i formatori
  • condividere dubbi, opinioni e consigli con gli altri colleghi
  • partecipare a sondaggi
  • autovalutarsi con i test online.

Dal lato azienda l’LMS serve a:

  • progettare percorsi formativi
  • erogare tutoraggio ai dipendenti
  • monitorare l’andamento dei corsi (ad esempio la percentuale di completamento dei moduli)
  • valutare con i test online i risultati dei dipendenti
  • creare e distribuire certificati
  • provare ai fini di legge che la formazione è stata sostenuta e compresa dai lavoratori

Con un LMS non ci si organizza solamente meglio, ma si fa una formazione più efficace: ad esempio, si possono costruire percorsi personalizzati basati su diverse combinazioni di moduli formativi online a partire da un test di autovalutazione preliminare combinato con una survey sulle preferenze personali.

Non è più solo una formazione di tipo “push”, cioè in cui il formatore prepara e propone un percorso strutturato agli studenti, ma può diventare anche “pull”, cioè in cui è lo studente a scegliere tra i moduli proposti e a proporre a sua volta argomenti di approfondimento.

E’ molto importante scegliere un LMS che offra funzionalità mobile e desktop, perché è l’unico modo per garantire agli utenti diverse modalità di accesso.

Conclusioni

A nostro parere nel prossimo futuro le aziende sceglieranno sempre più spesso soluzioni di blended learning. Grazie ai contenuti online avranno modo di risparmiare su costi logistici e organizzativi, ma al tempo stesso le sessioni in presenza saranno sfruttate al massimo e daranno maggiori risultati. La formazione sarà così più personalizzata, grazie alla possibilità degli studenti di seguire al proprio ritmo e essere più attivi nella scelta e nella proposta di argomenti di approfondimento.

Un aiuto indispensabile verrà dalla piattaforma LMSLearning Management System, che avrà un ruolo sempre più centrale non solo per la distribuzione ma soprattutto nell’organizzazione della didattica.

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