Conoscere e gestire la 231 in azienda con la formazione elearning

È entrata in vigore in Italia lo scorso 17 dicembre la nuova normativa sul whistleblowing, la segnalazione da parte di un dipendente, o di un altro soggetto all’interno di un’organizzazione, di condotte illecite o irregolari relative all’organizzazione stessa.

Le novità introdotte, oltre ad essere un importante passo avanti nella lotta alla corruzione e alla tutela dei whistleblowers, si inseriscono in una serie di adempimenti in materia di responsabilità amministrativa delle aziende, introdotta in Italia a partire dal 2001 con la famosa legge 231.

In pratica la legge 231/2001 individua una serie di reati, principalmente contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica, il mercato finanziario, l’ambiente, la sicurezza dei lavoratori, ecc. Se questi reati vengono commessi nell’interesse o a vantaggio dell’ente, l’ente stesso può essere ritenuto responsabile.

Le aziende e le organizzazioni sono quindi tenute a adottare modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire la commissione dei reati indicati dalla legge. 

Chi deve fare la formazione 231

La formazione sulle disposizioni della legge 231/2001 è parte integrante di questo processo di prevenzione, ed è importante che coinvolga tutto il personale dell’azienda, che deve ricevere formazione personalizzata a seconda del ruolo. La formazione dovrebbe riguardare:

  • Dirigenti e Amministratori, che occupano posizioni di vertice all’interno dell’organizzazione, in quanto sono responsabili della definizione delle politiche aziendali e delle decisioni strategiche.
  • Dipendenti a tutti i livelli, poiché la legge 231/2001 impone l’adozione di misure organizzative e di controllo per prevenire la commissione di reati nell’interesse dell’organizzazione.
  • Collaboratori esterni, come consulenti, agenti, e altri collaboratori perché in alcune situazioni possono agire a nome dell’organizzazione comune.

Formazione 231 in e-learning

Utilizzare l’e-learning per questo tipo di formazione è ormai una pratica comune, grazie ai numerosi vantaggi dei corsi online, come la flessibilità degli orari di studio, la possibilità di accedere ai materiali didattici da qualsiasi luogo con una connessione internet e la capacità di monitorare il progresso degli utenti. 

Ma soprattutto, l’e-learning permette di standardizzare il contenuto formativo, garantendo che tutti gli utenti ricevano le stesse informazioni di base, riducendo il rischio di interpretazioni errate o incomplete delle disposizioni della legge 231. Questo è un vantaggio molto importante, soprattutto per un tipo di formazione così delicata quale è la formazione compliance.

Le aziende sono tenute a mantenere documentazione che attesti la formazione ricevuta da parte dei dipendenti e degli altri soggetti coinvolti. Inoltre la formazione deve essere regolarmente aggiornata per rispondere a eventuali cambiamenti normativi o alle esigenze specifiche dell’organizzazione è altrettanto importante.

Per le aziende è molto più semplice adempiere a questi obblighi utilizzando una piattaforma LMS: queste piattaforme sono conformi agli standard richiesti dalla legge, generano report si tracciamento degli accessi e progressi di ogni singolo utente e generano anche certificati con valore legale. Insomma sono strumenti di gestione molto potenti sia per la creazione che per l’erogazione e l’archiviazione della formazione aziendale.

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Quali argomenti dovrebbe trattare un buon corso 231?

Un corso ben strutturato dovrebbe essere in grado di fornire una panoramica completa della legge 231, incorporando aspetti teorici, casi pratici, e strumenti pratici per la gestione della compliance. Ecco alcuni degli argomenti che potrebbero essere inclusi in un corso efficace sulla legge 231:

  • Introduzione alla Legge 231/2001:

    • Contesto normativo e motivazioni dell’adozione della legge.
  • Responsabilità Amministrativa degli Enti:

    • Definizione di responsabilità amministrativa.
    • Chi sono gli “enti” soggetti alla legge.
    • Il concetto di colpa e responsabilità degli enti.
  • Reati previsti dalla Legge 231:

    • Elencazione e descrizione dei reati coperti dalla legge.
    • Reati contro la pubblica amministrazione, il mercato finanziario, la fede pubblica, l’ambiente, ecc.
  • Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo:

    • Obbligo per gli enti di adottare modelli organizzativi.
    • Contenuti e caratteristiche dei modelli.
    • Ruolo dei soggetti preposti alla vigilanza.
  • Obblighi di Adozione e Aggiornamento del Modello:

    • Procedure per l’adozione del modello.
    • Obblighi di aggiornamento del modello in risposta a cambiamenti normativi o organizzativi.
  • Ruolo dei Dirigenti e dei Dipendenti:

    • Responsabilità e doveri dei dirigenti e dei dipendenti nell’ambito dei modelli adottati.
  • Sanzioni per gli Enti:

    • Tipi di sanzioni previste dalla legge.
    • Procedure di applicazione delle sanzioni.
  • Formazione e Sensibilizzazione:

    • Importanza della formazione sulla legge 231.
    • Strumenti e metodologie di formazione.
    • Coinvolgimento di dipendenti, dirigenti e collaboratori esterni.
  • Casi Pratici e case histories:

    • Analisi di casi pratici per comprendere come la legge si applica nella pratica.
    • Studio di casi di organizzazioni che hanno gestito con successo la prevenzione e la gestione dei rischi.
  • Aggiornamenti Normativi:

    • Informazioni sugli aggiornamenti normativi e le eventuali modifiche alla legge 231.

Inoltre, come abbiamo già accennato, la formazione dovrebbe essere adattata ai diversi ruoli all’interno dell’organizzazione per garantire una comprensione approfondita e una corretta applicazione delle disposizioni normative.