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AI Literacy e AI Act: cosa devono fare le aziende
L’utilizzo non regolato degli strumenti di IA può esporre l’azienda a rischi operativi, legali e reputazionali.
Tra i comportamenti più frequenti:
- inserimento di dati personali o informazioni riservate nei prompt;
- utilizzo di account personali per attività lavorative;
- impiego di strumenti non autorizzati;
- diffusione di informazioni false o non verificate;
- mancata trasparenza sull’uso dell’IA nei casi in cui è richiesta;
- utilizzo improprio di materiali protetti;
- affidamento eccessivo alle risposte prodotte dall’IA.
L’AI literacy permette alle persone di comprendere che cosa stanno utilizzando, quali rischi possono emergere e quali regole devono essere applicate nel lavoro quotidiano.
La formazione rappresenta una componente del percorso di adeguamento aziendale e deve essere integrata, quando necessario, con policy, procedure, responsabilità interne e mappatura dei sistemi di IA utilizzati.
A chi è rivolto
Il corso è progettato come percorso formativo di base per:
- dipendenti;
- collaboratori;
- personale amministrativo;
- funzioni commerciali;
- marketing e comunicazione;
- risorse umane;
- project manager;
- responsabili di funzione;
- personale tecnico;
- persone che utilizzano assistenti IA integrati nei software aziendali.
Non sono richieste competenze informatiche o giuridiche.
Per management, IT, procurement, HR, Legal, Compliance e persone che utilizzano sistemi ad alto rischio possono essere previsti moduli specialistici aggiuntivi.
Obiettivi del corso
Al termine del percorso, i partecipanti saranno in grado di:
- comprendere come funziona l’intelligenza artificiale generativa;
- distinguere IA generativa, IA predittiva e automazione tradizionale;
- riconoscere allucinazioni, bias e altri limiti dei sistemi di IA;
- comprendere la logica basata sul rischio dell’AI Act;
- riconoscere pratiche vietate e situazioni che richiedono attenzione;
- proteggere dati personali e informazioni aziendali;
- verificare fatti, numeri, fonti e riferimenti prodotti dall’IA;
- utilizzare esclusivamente gli strumenti autorizzati;
- prevenire i fenomeni di shadow AI;
- sapere quando fermarsi e coinvolgere il referente aziendale.
Programma del corso
Modulo 0 – Perché sei qui
Introduzione al percorso, Art. 4 dell’AI Act, ruolo della policy aziendale e responsabilità di chi utilizza strumenti di intelligenza artificiale.
Modulo 1 – Capire l’IA
Differenza tra IA predittiva e generativa, funzionamento dei modelli linguistici, allucinazioni, bias e principali limiti dell’IA.
Modulo 2 – L’AI Act in pratica
Approccio basato sul rischio, pratiche vietate, ruoli di provider e deployer, obblighi di trasparenza e situazioni che richiedono particolare attenzione.
Modulo 3 – Uso responsabile quotidiano
Protezione dei dati nei prompt, verifica degli output, proprietà intellettuale, strumenti approvati e prevenzione della shadow AI.
Il percorso comprende attività interattive, quattro scenari realistici e un test finale con soglia di superamento dell’80%.
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FAQ
Alcune domande che ci fanno spesso
L’AI literacy comprende le conoscenze, le competenze e la capacità critica necessarie per utilizzare sistemi di intelligenza artificiale in modo consapevole, comprendendone opportunità, limiti e rischi.
L’Articolo 4 richiede ai provider e ai deployer di adottare misure per sostenere lo sviluppo dell’alfabetizzazione in materia di IA delle persone che utilizzano sistemi di intelligenza artificiale per loro conto.
Le misure devono essere proporzionate alle conoscenze dei destinatari, alle dimensioni dell’organizzazione e i rischi del sistema, al contesto e ai sistemi utilizzati.
Le disposizioni dell’Articolo 4 sono applicabili dal 2 febbraio 2025. Il testo dell’Articolo 4 è stato sostituito dal Digital Omnibus, in vigore dal 27 luglio 2026: l’obbligo resta, ma nella formulazione attenuata di “adottare misure volte a sostenere lo sviluppo” dell’alfabetizzazione, con criteri di proporzionalità più espliciti.
Sì. Un’azienda che utilizza strumenti sviluppati da fornitori esterni opera normalmente come deployer e deve valutare misure formative adeguate al proprio contesto.
Il corso è progettato soprattutto per le organizzazioni che utilizzano strumenti di IA generativa di uso generale come ChatGPT, Gemini, Copilot, Claude.
La policy definisce le regole. La formazione aiuta le persone a comprenderle e applicarle.
Il corso può integrare direttamente il collegamento alla policy, gli strumenti approvati e i riferimenti del responsabile aziendale.
No. La formazione è una componente del percorso di adeguamento, ma non sostituisce eventuali attività di mappatura, governance, valutazione dei rischi, definizione delle responsabilità e gestione dei sistemi.
L’AI Act non stabilisce una durata uguale per tutte le aziende.
La formazione deve essere proporzionata ai destinatari, ai ruoli, ai sistemi utilizzati e ai rischi presenti.
Sì. Il corso può essere pubblicato in formato SCORM 1.2 o 2004 o xAPI. La compatibilità viene verificata sull’LMS di destinazione.
No. Il rinvio riguarda gli obblighi sui sistemi ad alto rischio. L’Articolo 4 resta pienamente applicabile.

