Sfatiamo 5 miti sull’elearning

Gli ultimi due anni hanno portato alcuni cambiamenti significativi nel mondo della formazione, che ha dovuto trasformarsi profondamente, diventando sempre più virtuale. La formazione in elearning è venuta alla ribalta e chi si occupa di didattica online è chiamato oggi a creare esperienze di apprendimento sempre più innovative.

Sono emersi, come sempre accade quando qualcosa va sotto i riflettori, alcuni vecchi miti che riguardano l’elearning. Vediamoli insieme – e sfatiamoli – uno per uno.

Mito n. 1 – L’elearning è troppo costoso

E’ la prima cosa che si sente dire: l’elearning costa troppo. Ma in realtà ogni tipo di formazione richiede un investimento. Nel caso della formazione in presenza l’azienda deve pagare il docente, l’aula, le spese di viaggio e di alloggio dei dipendenti (se questi provengono da città diverse), oltre che le loro diarie giornaliere. Il conto è considerevole e sale rapidamente, dato che la formazione potrebbe dover essere ripetuta ogni anno e ci sono sempre nuovi dipendenti che devono essere inseriti.

Con l’elearning c’è sì un investimento iniziale, ma i dipendenti possono accedere alla formazione in qualsiasi momento e da ogni luogo. Non hanno bisogno di viaggiare e non devono necessariamente assentarsi dal lavoro per fare formazione. Potrebbero invece utilizzare i momenti liberi durante l’attività giornaliera e ottimizzare così ulteriormente l’investimento.

Mito n. 2 – Più interattività = più coinvolgimento

Non sempre! Inserire trascinamenti casuali o bottoni da cliccare non serve a nulla se per lo studente non è rilevante o interrompe il flusso del modulo di apprendimento. Il coinvolgimento non si ottiene obbligando lo studente semplicemente a muovere la mano. Pensa invece a come l’interazione può aiutarlo a comprendere in modo più profondo il contenuto.

Facciamo un esempio. Stai creando un corso su viaggi & sicurezza. Pensi che sia più coinvolgente fare clic per visualizzare un elenco di pericoli sulla privacy legati alle prenotazioni online o trovarsi davanti uno scenario con personaggi che affrontano questa situazione? La finalità della formazione non è solo informare, ma anche mettersi alla prova, sperimentare.  Pensa in modo critico al valore offerto da ogni interazione.

Mito n. 3 – Ai miei dipendenti non piacerà l’elearning

La verità è che a molti dipendenti non piace nessun tipo di formazione… La formazione in presenza può generare malumore molto più di quanto si pensi, perché può non andare al passo con le reali esigenze del lavoratore e spesso entra in conflitto con i suoi orari di lavoro. L’elearning può risolvere questi problemi.

Con l’apprendimento digitale ogni studente può scegliere dove e quando seguire la formazione, mettere in pausa, rivedere, prendere appunti, ecc. Spesso è più facile e più produttivo quando lo studente può riflettere su un concetto o un’idea in modo più critico senza avere i vincoli di tempo tipici della formazione tradizionale. 

Mito n. 4 – L’elearning è tutto uguale

Non è vero! Ci sono alcuni fantastici esempi di elearning, soprattutto da quando la pandemia ha fatto irruzione nelle nostre vite e la formazione online ha dovuto creare valide alternative a quella in presenza. Ci sono anche alcuni ottimi esempi di elearning che semplicemente non funzionano.

Le riprese video del docente che parla con le slides di supporto o la semplice incorporazione di grafica esplosiva, animazioni, interazioni e un sacco di campanelli e fischietti non rende efficace un corso elearning. Il nostro compito è far incontrare il contenuto con lo studente. I lavoratori vogliono sapere come il materiale li aiuterà nel loro lavoro e/o nella loro vita. Il corso deve essere in grado di stabilire una connessione tra le proprie esperienze e il contenuto

Per garantire un elearning efficace, i progettisti didattici dovrebbero:

  • Identificare il pubblico di destinazione.
  • Spiegare gli obiettivi e i risultati della formazione.
  • Assicurarsi che il contenuto sia allineato con gli obiettivi di apprendimento.
  • Usare la progettazione multimediale per evitare il sovraccarico cognitivo.
  • Utilizzare le interazioni per migliorare la fidelizzazione e il coinvolgimento degli studenti.

Mito n. 5 – L’elearning non funzionerà per tutti gli stili di apprendimento

Tutti noi abbiamo un modo preferito di imparare, ma solo perché preferisco imparare visivamente – per esempio – non significa che sia l’unico modo in cui posso imparare. Diversi studi hanno dimostrato che non esiste alcuna correlazione tra lo stile in cui apprendiamo e quanto ci rimangono impresse le informazioni.

Ciò che è stato scoperto, invece, è che gli studenti hanno più successo quando:

  • Le sessioni di apprendimento sono distanziate.
  • Il materiale è stato sperimentato in più modalità.
  • Sono stati effettuati frequenti test di apprendimento.
  • Sono state stabilite connessioni significative attraverso il coinvolgimento e l’interattività.

 

L’elearning ha il potenziale per soddisfare tutte queste esigenze! Naturalmente, il contesto del materiale presentato determinerà il tipo di presentazione utilizzata. Ad esempio, gli studenti imparano meglio a mettere insieme una macchina guardando un video o con una simulazione di realtà virtuale piuttosto che leggendo un paragrafo di testo. Il punto è proprio questo: il contenuto dovrebbe sempre guidare lo stile di apprendimento, non possiamo pensare che sia il contrario!

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